Decorazione della Corte Reale itinerante

Dopo il restauro dei suoi giardini alla francese nel 2017, Chambord intende ricreare l'atmosfera che prevaleva all'interno del castello al tempo di Francesco I.

Sarà l’unica rappresentazione di un periodo in cui il tribunale era in viaggio permanente.

Dopo il restauro dei suoi giardini alla francese nel 2017, Chambord intende ricreare l’atmosfera che prevaleva all’interno del castello al tempo di Francesco I. La restituzione delle decorazioni mobili e tessili di Francesco I durante la sua ultima visita a Chambord nel 1545 e la restituzione della stanza del re porterà ad una spettacolare trasformazione della visita in un approccio scientifico e didattico.

A tutt’oggi in Francia non è stata presentata alcuna decorazione tessile rinascimentale di tale portata.

Questa riqualificazione è stata affidata a Jacques Garcia, decoratore e scenografo, noto per la finezza delle sue evocazioni di grandi ambientazioni storiche, che da anni lavora come consulente presso le maggiori istituzioni nazionali.

 

Obiettivi :

– Mettere il re Francesco I, che ha commissionato Chambord, di nuovo al centro della visita: il grande paradosso di Chambord era quello di presentare solo una sistemazione cinquecentesca, la stanza del re, mentre Francesco I fu fondamentale nella creazione di Chambord.

– Proporre un compromesso revocabile nella politica delle collezioni: superare la tensione tra il vuoto e il pieno senza cedere alla tentazione di creare un museo: Chambord non aveva mobili permanenti fino al XVIII secolo e sarebbe quindi un termine improprio trasformarlo in un castello-museo.

– Dare le chiavi della comprensione: la corte francese fu itinerante fino al regno di Luigi XIV. Secondo le stagioni, ha cambiato residenza e si è trasferita con i suoi mobili.
– Accogliere il visitatore come ospite del Re: rendere la visita più sensibile, calda e accessibile per facilitare la mediazione.

La scoperta di Chambord si trasformerà radicalmente per l’installazione di questo decoro che rimane nell’ordine della sperimentazione: nessuna struttura è interessata, il decoro è revocabile, è simile ad una mostra permanente, la scenografia parte dall’idea che questi elementi d’arredo dovrebbero poter essere arrotolati e imballati il più presto possibile per accompagnare il Re.

Jacques Garcia è coinvolto in questo progetto come patrono di Chambord.

Per Jacques Garcia, pensare al Rinascimento e a Francesco è come tornare al mondo dell’infanzia…..

“Questo sentimento di gloria, bellezza, voluttà e giocosità non può essere dissociato dalle glorie del Rinascimento. Francesco I ci porta a diventare, quello che resteremo praticamente fino ad oggi, un faro di conoscenza, gusto, novità, stravaganza ed educazione. Siamo sempre sensibili all’evocazione letteraria, e così come ammiriamo i giardini di Babilonia, il faro di Alessandria, sogniamo allo stesso modo del Camp du Drap d’Or, pensando a Francesco I. Questi sono i simboli che mi hanno attirato all’idea di lavorare a Chambord.

Chambord, nel Rinascimento, era un modello, un modello di gloria, una presa di potere sugli altri, che il re voleva imporre ai suoi partner.

Il tempo non gli permetterà di investire completamente la casa, come purtroppo, morirà prima della fine della sua costruzione.

Tuttavia, come sempre durante il Rinascimento, vi sono state realizzate installazioni temporanee per venire a trascorrere del tempo. E’ stata l’idea di ricreare un’installazione temporanea, per quanto sontuosa possa essere, che mi ha fatto piacere a Chambord. »

Jacques Garcia ringrazia in particolare la Maison Pierre Frey et Rubelli, Dedar, Gross, Maison du lin e Henryot per la loro generosità e il loro sostegno, così come gli specialisti del Rinascimento, la regione del Drac Centre-Val de Loire e le Monumenti Storici per il loro supporto scientifico nell’elaborazione del progetto.

 

 

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